Archivio in fase di controllo

Avvertenze

Criteri di trascrizione

Per la trascrizione delle lettere che compongono l’Epistolario Zandonai, si è concordato di adottare un criterio eminentemente diplomatico, facendo sì che gli interventi correttivi non occultassero la lezione originale.

ERRORI
In presenza di errori materiali di grammatica e/o sintassi, storpiature, refusi e sviste si è proceduto in questo modo:

  • ponendo tra parentesi quadre ( [ ] ) le lettere eventualmente in difetto all'interno di una parola o la/e parola/e all’interno di una frase;
  • ponendo tra forcelle ( < > ) le lettere o le parole eventualmente in eccesso;
  • rettificando la parola errata con un [recte];
    Qualora non sia stato possibile o vantaggioso applicare le suddette misure, si è mantenuta la parola originale, facendola seguire dal [sic].

RICORRENZE
Relativamente ai cinque scriventi che costituiscono la sezione dei «Repertori principali», ovunque si siano definite delle situazioni ricorrenti identificabili con certezza come dei manierismi di scrittura, si è preferito, sempreché non comportasse difficoltà nella comprensione, conservare la lezione originaria senza alcun commento o intervento correttivo.
Ugualmente ci si è comportati in presenza di forme linguistiche anomale quali quelle riscontrabili nei telegrammi, che si è inteso lasciare nella loro versione originale.
Diamo qui sotto una lista sintetica dei casi più comuni relativamente agli scriventi principali:

[ZANDONAI]:

  • Raddoppi in eccesso («approffittare», «battosta») o in difetto («affacendato», «indenizzare», «alenato»)
  • Raggruppamenti anomali («lostesso», «ierl’altro»).
  • Sgrammaticature («innoquo»,«profiquo»).
  • Uso della «i» in presenza di «c» dolce («comincierò» e sim.); idem per «lascierò» e derivati.
  • Solecismi di matrice dialettale («si si» in luogo di «ci si»).
  • Uso del punto-e-virgola con funzione di due punti.
  • Tendenza ad usare lettere minuscole a inizio di frase o in presenza di nomi propri e toponimi: ciò vale soprattutto in relazione alle lettere «d» e «. Viceversa, la «s» è spesso usata incongruamente in forma maiuscola.
  • Uso estensivo di abbreviazioni in apice, nella maggioranza dei casi con doppia sottolineatura.
  • Virgole scritte in prevalenza con tratti di penna sottilissimi tali da renderle quasi inavvertibili.
  • Dislocazione per lo più scentrata dei puntini sulle «i».

[D'ATRI]:

  • Accenti e apostrofi («quì», «pò», «lunedi» e sim.).
  • Raddoppiamenti in difetto («sopratutto»), più raramente in eccesso.
  • Uso estensivo di abbreviazioni in apice (anche in forma inusuale come «cnte»).
  • Costante ambiguità di lettura tra «di» e «d‘».
  • Uso del minuscolo dopo un punto interrogativo.

[ROSSATO]:

  • Accenti mancanti («se» al posto di «sé»).
  • Raddoppi anomali («proggetto», «diffetto»).
  • Idiotismi («diventarà», «guardarete», «mandarete», «lasciarò»).
  • Concordanze sbagliate («cose importante», «ossa dura»).
  • Omissione di preposizioni («venirlo vedere», «vado impostare»).
  • Congiuntivi paradialettali («dasse»).
  • Pronomi errati («gli» per «li»).
  • Arcaismi («scimia», «tuttavia» per tuttora).
  • Storpiamento sistematico di nomi stranieri e sovente anche italiani.
  • Neologismi scherzosi («grappolesco», «onorificentato», «polentiferi»...).
  • Plurali come «ozi» e «geni» vengono per lo più resi con l’originale grafia «ozï»e «genï».
  • Punteggiatura caratteristicamente doppia («?.», «!.» ma forse «.?», «.!»); abbondanza di puntini di sospensione.
  • Uso improprio dei segni d’interpunzione (virgola o due-punti al posto di punto-e-virgola).
  • Spesso il punto e la virgola non si distinguono, con relativa situazione d’incongruenza (frase terminante con una virgola e ripresa con lettera maiuscola). Talora invece di «;» si trova una combinazione di virgola sopra punto.
  • Dopo una parola virgolettata (o una parentesi chiusa) non c'è mai punto fermo, anche se ci andrebbe.
  • I toponimi sono resi talora in minuscolo («lombardia»).
  • La firma è spesso uno sgorbio illeggibile; la formula più ricorrente è una specie di «ArtuRossato» o anche «ARossato»).

Si osservi che anche in alcuni casi particolari della sezione Miscellanea è stato adottato lo stesso criterio di conservazione delle caratteristiche originali. Ciò è valso nello specifico per le lettere di Tarquinia Tarquini e Giovanni Giovannini:

[Tarquini]:

  • pronomi («le > al posto di «gli»).
  • apostrofi al maschile («un’uomo», «un’invito»).
  • uso sistematico di punteggiatura irrazionale.

[Giovannini]:

Nelle lettere dattiloscritte sono state mantenute tutte le improprietà, gli errori di battitura, le anomalie della punteggiatura. Particolarmente problematico si è rivelato l’uso dei segni di accentuazione. Si sono normalizzate per una maggiore leggibilità le sole spaziature tra segno d’interpunzione e parola seguente, normalmente appiccicate tra loro.

SOTTOLINEATURE
Le parole o frasi originariamente sottolineate sono state rese con il corsivo; per la doppia sottolineatura si è ricorsi al corsivo sottolineato.

SPUNTATURE
In taluni casi (ad es. nelle minute), la parola o la frase che nell'originale appare espunta con una barra orizzontale viene da noi segnalata con il simbolo ≠ apposto prima e dopo la porzione da considerare elisa.

PUNTEGGIATURA E ALTRI SEGNI
Un problema comune a molte scritture si è rivelato quello della punteggiatura, degli accenti e apostrofi, degli apici e delle maiuscole/minuscole: simboli tutti usati in maniera spesso incongrua e fantasiosa. Nei casi irriducibili ad una regola comune, si è cercato il più possibile di mantenersi fedeli al dettato originario, modificandolo solo in caso di pregiudizio alla leggibilità del testo.

Poco si è potuto fare nella decifrazione delle firme, spesso ridotte a sgorbi, abbreviazioni, segni illeggibili: in questi casi i nomi sono stati integrati d'ufficio, senza ulteriori segni esplicativi. Uguale problema si è avuto con i nomi propri inseriti nel vivo del testo con grafìe di ardua decrittazione, nonché con neologismi scherzosi ed espressioni gergali rimasti impermeabili ad ogni scioglimento.

Di fronte a casi di assoluta illeggibilità si è introdotta tra parentesi quadra la dicitura [parola indecifrata] o altra simile; in alternativa si è usato il simbolo [•], ovvero tanti simboli quante sono le parole non decifrate [••••]. Qualora una parola sia decifrabile solo parzialmente, si è optato per una soluzione mista, mantenendo nella loro posizionei le lettere leggibili e sostituendo con dei puntini quelle non decifrate.

FIRMA E DATA
Si è convenuto di omologare la posizione delle date collocandole sempre sul lato destro della pagina; ugualmente le firme sono allineate sul lato sinistro, anche se ciò non corrisponde alla scrittura originale. La firma viene sempre presentata da sola; tuttavia, nei casi in cui al nome sia premessa una formula convenzionale (ad es. «affmoZandonai»), si è preferito mantenere graficamente unita l'intera dizione, dato che così viene sempre resa dallo scrivente.

COLORI
Si è considerato come tratto espressivo segnalabile l’uso, all’interno di un testo, di inchiostri o grafiti di diverso colore: di questi si fa sempre menzione in nota.
Ogni altra caratteristica o anomalia grafica è pure segnalata con nota in calce.

SEGNI GRAFICI
Nei casi in cui una lettera rechi disegni, grafici, note musicali o segni particolari, questi si sono riprodotti in fotografia.

NOTE
Le note a pié di pagina, segnalate con simbolo in apice, obbediscono ai seguenti criteri:
-per le precisazioni e i commenti del trascrittore-redattore si è usato il classico asterisco per ciascuna nota (*), (**), (***)...
(in caso di abbondanza di note, al simbolo dell'asterisco se ne può affiancare un altro (•), (••), (•••)...)
-per le note di cui è autore lo scrivente o il destinatario di una lettera, si usano le iniziali maiuscole della persona relativa, seguite da numero progressivo. Così la sigla (ND1) indica una prima interpolazione da parte di Nicola D'Atri. 

ALTRE DENOTAZIONI
Poiché la maggior parte delle lettere che compongono questo Epistolario sono prive di busta, non si può conoscere l'esatto indirizzo a cui il documento è stato inviato. Nel caso invece di cartoline postali/illustrate, cartoncini, telegrammi ecc. i dati ricavati sono stati regolarmente inseriti nell'intestazione. 
Si è ritenuto di fornire una sommaria descrizione del documento cartaceo, nel caso questo presentasse un qualche elemento di originalità (tipo di carta, suo colore, sue dimensioni, ecc.) 

LETTERE SDATATE
Rimane un piccolo quantitativo di documenti di cui non si conosce la destinazione e spesso nemmeno la data. In molti casi si è ovviato al problema o attraverso semplici deduzioni o mediante i controlli incrociati, nonché l'uso di strumenti quali il calendario perpetuo.

Descrizione del documento

Le caratteristiche di ciascun documento sono tutte descritte nei luoghi a loro riservate:

  • numero di serie progressivo (nella Miscellanea seguito dalla lettera M; nelle Postume seguito dalla lettera P);
  • indicazione del mittente e del destinatario;
  • serie di specificazioni ulteriori:
  •  - tipologia del documento (lettera, cartolina, telegramma, ecc.);
  •  - numero delle pagine;
  •  - eventuale intestazione, riprodotta fedelmente;
  •  - specificazione del contenuto iconografico delle cartoline illustrate;
  •  - segnalazione della possibile presenza di altre firme;
  •  - segnalazione di ogni tipo di particolarità o anomalie;
  •  - notizie sullo stato di conservazione del documento: se mediocre indicato con «M», se cattivo indicato con «C»; non si dà alcuna indicazione in presenza di un documento in buono stato di conservazione e leggibilità;
  •  - sigla dell’archivio di appartenenza e segnatura di riferimento (quando esistente);
  •  - numero complessivo delle carte di cui si compone. .

Le abbreviazioni usate sono del tipo più comune:

s.l. = senza luogo
s.d. = senza data
s.f. = senza firma
c. int. = carta intestata

Gli archivi di appartenenza sono contrassegnati dalle rispettive sigle omologate dai repertori del Rism; in mancanza si è creata una sigla apposita:

Rovereto
RVE                         Biblioteca Civica «G. Tartarotti»                                                              
RVEaa                     Accademia roveretana degli Agiati                                                             
RVEmc                    Museo Civico                                                            

Trento
TRc                          Biblioteca Comunale                                                                  
TRmr                        Museo Trentino del Risorgimento e della Lotta per la Libertà                                                          

Verona
VEsl                         Società letteraria                                                               

Milano
Mr                             Archivio Ricordi
Mmr                          Museo del Risorgimento

Pavia
PAVu                         Archivio del Centro di Ricerca sulla tradizione manoscritta di autori moderni e contemporanei, c/o Università

Bologna
Bil                             Istituto Liszt    

Roma
Riis                            Istituto Italiano di Storia della musica
Rn                              Biblioteca Nazionale Centrale

Parma
PAc                            Biblioteca Palatina c/o Conservatorio «A. Boito»

Gardone
GARvi                        Archivio del Vittoriale

Catania                                                              
CATus                       Biblioteca Regionale Universitaria «G. Caruso»

Barga
Bap                           Archivio Pascoli

Firenze
CL                             Collezione privata Claudio Leonardi

Nella parte bassa del documento si troverà un’ulteriore siglatura costituita da 3 lettere + 4 numeri progressivi, interpretabile come sigla identificativa specifica di ogni singola lettera e contemporaneamente della persona che ne ha compiuto la trascrizione. Si elencano di seguito le sigle usate e il nome dei relativi trascrittori:

 FRA - (Emmanuelle Bousquet)

 ABC - API - ARR - AST - DAZ - DIC - EXT - GIO - KLA - LEO - MAU - RIC - ROS - TAC - TAR- TEL - VIT - (Diego Cescotti)

 COM - (Irene Comisso)

 PIZ - (Elisabetta Erspamer)

 FIL - (Rossella Filadoro)

 FOR - (Federica Fortunato)

 GAR - (Andrea Garavaglia)

 NIC - (Matteo Gratton)

 PAV - (Elena Leonardi)

 ZAN - (Maria Antonietta Marongiu)

 PEL - (Concetta Pellegrino)

 PRO - (Pietro Prosser)

 ROL - (Clara Rolandi)

 SAI - (Ilaria Sainato)

 SIT - (Maria Grazia Sità)

 CLA - SPR - (Laura Spreti)

 VAC - (Marina Vaccarini)